Cosa sono gli esosomi: definizione, origine e usi
Gli esosomi sono vescicole di dimensioni nanometriche rilasciate dalle cellule e delimitate da una membrana lipidica. In cosmetica il termine indica quasi sempre vescicole di origine vegetale. Chi fa ricerca preferisce però parlare di «vescicole extracellulari»: l’origine precisa che la parola «esosoma» promette è difficile da dimostrare.
In Italia la domanda si digita quasi sempre nella stessa forma — «esosomi cosa sono» — e raccoglie due mondi diversi: la medicina estetica da una parte, la cosmetica da applicare a casa dall’altra. Questa pagina separa i due.
Come si definisce un esosoma?
Una vescicola extracellulare è una particella rilasciata da una cellula, delimitata da un doppio strato lipidico e incapace di replicarsi da sola. È la definizione adottata dalle linee guida MISEV2023 della International Society for Extracellular Vesicles (Welsh et al., 2024). Il termine «esosoma» designa un sottoinsieme: le vescicole che nascono da un compartimento interno della cellula.
Le dimensioni si contano in nanometri: da poche decine a qualche centinaio. Sono quindi oggetti mille volte più piccoli di un capello, non visibili al microscopio ottico. All’interno si trovano proteine, lipidi e acidi nucleici.
Questa definizione è strutturale, non funzionale. Descrive che cosa una vescicola è, non che cosa fa. La differenza conta: gran parte di ciò che si legge in rete attribuisce agli esosomi un ruolo di messaggero fra le cellule, e quel ruolo, sulla pelle integra, non è dimostrato.
Perché i ricercatori dicono «vescicole extracellulari»?
Perché il termine «esosoma» descrive un’origine, e quell’origine è difficile da provare. Le tecniche di separazione oggi disponibili non distinguono le vescicole in base al meccanismo che le ha prodotte. E non esiste un marcatore molecolare universale che permetta di riconoscerle (Welsh et al., 2024).
La International Society for Extracellular Vesicles è esplicita su questo punto. Nelle sue linee guida raccomanda di usare il termine generico «vescicola extracellulare» al posto di termini «definiti in modo incoerente e a volte fuorvianti come «esosomi»». E scoraggia l’uso di nomi fondati sulla biogenesi, a meno che quella popolazione di vescicole non sia stata effettivamente separata e caratterizzata.
Sulle confezioni cosmetiche resta però la parola più diffusa, e per una ragione commerciale: «esosomi» si ricorda, «vescicole extracellulari» no. Saperlo non serve a diffidare di un prodotto. Serve a leggere quello che c’è scritto sopra con la giusta distanza.
Da dove vengono gli esosomi usati in cosmetica?
Da piante e da frutti, per obbligo di legge. L’allegato II del regolamento (CE) n. 1223/2009 elenca le sostanze vietate nei cosmetici, e alla voce 416 si legge: «Cellule, tessuti o prodotti di origine umana». Il divieto è assoluto, senza soglia. Una revisione dermatologica ne ricorda la ragione: la possibilità di trasmissione di agenti virali o prionici (Dal'Forno-Dini et al., 2025).
La conseguenza è netta. Un siero venduto legalmente nell’Unione europea non contiene esosomi di cellule umane, qualunque cosa suggerisca la pagina che lo descrive. Ciò che contiene sono vescicole di origine vegetale, oppure ingredienti derivati da fermentazioni.
Le vescicole extracellulari vegetali non sono vietate, ma vivono in un vuoto normativo: non esistono un parere del comitato scientifico della Commissione né una posizione di autorità nazionale. Chi le impiega risponde da solo di ciò che afferma. E sulla loro applicazione cutanea nell’essere umano la letteratura resta preliminare: una revisione del 2026 dedicata alle vescicole vegetali in dermatologia osserva che i dati clinici sul loro impiego restano limitati (Burshtein et al., 2026). Nessuno studio controllato su pelle integra è stato pubblicato, e i pochi studi sull’essere umano più strutturati passano per un dispositivo che perfora la pelle. Chi sostiene il contrario va oltre i dati disponibili.
Gli esosomi attraversano la barriera della pelle?
Su una pelle integra, no. È il dato più solido di tutto il dossier, e viene da un esperimento diretto: su espianti di pelle umana, esosomi marcati e applicati sulla superficie sono rimasti nello strato corneo.
Gli autori (Zhang et al., 2021) scrivono che entro due ore la fluorescenza si localizzava principalmente nello strato corneo. In quello granuloso sottostante non ne è stata osservata. Nel mezzo di coltura raccolto a dodici e ventiquattro ore, la fluorescenza totale era trascurabile: meno dell’uno per cento della dose di partenza. Si tratta di un esperimento di laboratorio, su vescicole ricavate da cellule staminali mesenchimali e non su un cosmetico: misura il percorso della particella, non l’effetto di un siero.
Lo strato corneo lascia passare per via passiva soltanto molecole molto piccole. Una vescicola di dimensioni nanometriche non rientra in questa categoria.
Questo non rende inutile un siero. Sposta il discorso: quello che si valuta è l’effetto della formula intera sulla superficie della pelle — idratazione, distensione, aspetto del grano — non il viaggio di una singola particella. Come si legge un prodotto di questo tipo è spiegato nel siero agli esosomi.
Dove passa il confine con la medicina estetica?
Nel regolamento europeo sui cosmetici, e in una frase sola. L’articolo 2 del regolamento (CE) n. 1223/2009 stabilisce che «una sostanza o miscela destinata ad essere ingerita, inalata, iniettata o impiantata nel corpo umano non è considerata prodotto cosmetico».
Non è una sfumatura di linguaggio: sono due categorie giuridiche separate, con regole, controlli e responsabilità diverse.
| Cosmetico da applicare | Trattamento in ambulatorio | |
|---|---|---|
| Quadro normativo | regolamento (CE) 1223/2009 | ambito medico |
| Chi lo esegue | la persona stessa, a casa | personale sanitario |
| Prima della vendita | notifica al portale CPNP, persona responsabile nell’Unione europea | valutazione del caso da parte del medico |
| Su quale pelle | pelle integra | spesso dopo un gesto che apre la barriera |
| Da Maison Covelli | sì | no |
L’ultima riga della tabella spiega perché gran parte degli studi pubblicati non si applica a un siero. Una revisione del 2024 osserva che la presentazione in flaconi sterili incoraggia l’uso per iniezione o come veicolo dopo procedure che provocano una rottura della barriera cutanea, come il micro-needling o i laser frazionati. Sono situazioni diverse da un prodotto che si stende su una pelle intatta, e i loro risultati non si trasferiscono (Dal'Forno-Dini et al., 2025).
I trattamenti eseguiti in ambulatorio rientrano in un quadro diverso da quello dei cosmetici e riguardano il rapporto tra il paziente e il suo medico. Maison Covelli vende esclusivamente cosmetici da applicare sulla pelle e non fornisce indicazioni su preparazioni iniettabili.
Come compaiono gli esosomi sull’etichetta?
Non compaiono. La parola «esosomi» sta sul fronte della confezione, non nella lista degli ingredienti: l’INCI riporta il nome dell’estratto, del fermentato o del filtrato effettivamente impiegato, secondo la nomenclatura comune europea.
Leggere l’INCI è quindi il modo più rapido per capire che cosa c’è davvero in un siero. Due abitudini utili. Verificare che il nome dell’ingrediente vantato sul fronte esista sul retro. E ricordare che la posizione in lista dice poco: gli ingredienti presenti in quantità inferiore all’uno per cento possono essere elencati in ordine libero.
C’è una ragione in più per farlo. Non esiste un marcatore condiviso che permetta di verificare se un ingrediente contenga davvero vescicole extracellulari, e diversi prodotti venduti con questo nome contengono lisati o terreni di coltura. La parola sul fronte della confezione vale meno della riga sul retro.
Che cosa è dimostrato e che cosa no?
Poco, ed è onesto dirlo. La stessa revisione dermatologica conclude che mancano studi clinici con una buona metodologia e con un follow-up a lungo termine (Dal'Forno-Dini et al., 2025). I dati preclinici sono interessanti; la prova sull’essere umano, per ora, non è consolidata.
Tre livelli, per chiarezza. È stabilito che le vescicole extracellulari esistono, che si definiscono per struttura e non per funzione, e che su pelle integra non superano lo strato corneo. È promettente ma preliminare la ricerca sulle vescicole di origine vegetale applicate alla pelle. Non è dimostrato che un esosoma applicato in superficie comunichi con le cellule sottostanti.
Un criterio pratico ne discende: un siero agli esosomi si giudica come si giudica qualsiasi altro siero — sulla formula intera, sulla texture, sulla tollerabilità e sull’aspetto della pelle dopo alcune settimane. Il confronto tra le due strade, cabina e casa, è nel dettaglio in esosomi per il viso.
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Questo articolo descrive prodotti cosmetici e i loro ingredienti. Riguarda l’aspetto della pelle e non sostituisce il parere di un medico. In caso di alterazioni della pelle, in gravidanza o in presenza di intolleranze note, si rivolga al proprio medico.
Maison Covelli vende esclusivamente cosmetici da applicare sulla pelle. Non forniamo informazioni su preparazioni iniettabili né su trattamenti eseguiti in ambulatorio.
Fonti e studi
- Welsh JA, Goberdhan DCI, O’Driscoll L, et al. Minimal information for studies of extracellular vesicles (MISEV2023): From basic to advanced approaches. Journal of Extracellular Vesicles 2024;13(2):e12404. Linee guida della International Society for Extracellular Vesicles.
- Zhang B, Lai RC, Sim WK, Choo ABH, Lane EB, Lim SK. International Journal of Molecular Sciences 2021;22(2):720. Espianti di pelle umana, vescicole di cellule staminali mesenchimali marcate; ne riprendiamo solo la misura di penetrazione.
- Dal’Forno-Dini T, Birck MS, Rocha M, Bagatin E. Exploring the reality of exosomes in dermatology. Anais Brasileiros de Dermatologia 2025;100(1):121-130. Revisione narrativa, pubblicata online nel novembre 2024.
- Burshtein J, Wei J, Majewska L, Schlesinger T. Journal of Clinical and Aesthetic Dermatology 2026;19(2):15-21. Revisione sulle vescicole extracellulari di origine vegetale.
- Regolamento (CE) n. 1223/2009 sui prodotti cosmetici, testo consolidato in italiano, Istituto Superiore di Sanità. Articolo 2 e allegato II, voce 416.
Domande frequenti
Cosa sono gli esosomi?
Gli esosomi sono vescicole di dimensioni nanometriche rilasciate dalle cellule e delimitate da una membrana lipidica. Contengono proteine, lipidi e acidi nucleici. Le linee guida MISEV2023 raccomandano di chiamarle vescicole extracellulari, perché l’origine interna che il termine esosoma sottintende è difficile da dimostrare in laboratorio.
Cosa sono gli esosomi vegetali?
Sono vescicole extracellulari isolate da piante o da frutti anziché da cellule animali. In cosmetica europea sono la via praticabile, perché un cosmetico non può contenere materiale di origine umana. La ricerca sulla loro applicazione cutanea nell’essere umano resta però preliminare: mancano studi clinici ampi.
Cosa sono gli esosomi per la pelle?
Nei cosmetici gli esosomi sono un ingrediente fra gli altri, all’interno di una formula che agisce sulla superficie della pelle. Su un espianto di pelle umana integra, vescicole di queste dimensioni si fermano nello strato corneo. Quello che si valuta, quindi, è l’effetto della formula sull’aspetto.
Gli esosomi dei cosmetici sono di origine umana?
No. In Europa un cosmetico non può basarsi su prodotti derivati dall’essere umano, per il rischio di trasmissione di agenti virali o prionici. Gli esosomi presenti in un siero venduto legalmente nell’Unione europea hanno quindi un’origine vegetale oppure derivano da fermentazioni.
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